Ho passato l'estate e anche un pezzo di autunno a cercare un pesce. Nulla. Parlo di un pesce degno di questo nome, naturalmente.
Sono mancati i totani a motivo di un gradiente termico del mare non favorevole e quindi mancava l'esca principe per la traina col vivo. Ci sono stati periodi in cui si faticava a tener vivi alcuni sugarelli nella vasca del vivo. Pazzesco!
Ho comunque avuto la possibilità di rifarmi almeno gli occhi.
Il 20 ottobre ha avuto luogo la 5a edizione del "Dentice d'Oro", gara di traina col vivo. Nelle acque dell'Elba si sono affrontati 13 equipaggi; per la verità le condizioni meteomarine erano ai limiti del proibitivo. Scirocco fin dal sabato che ha rinforzato durante la notte. All'ora prevista per il via erano intorno ai 15 i nodi di vento presenti sul campo gara. Le condizioni hanno fatto si che emergessero i concorrenti meglio attrezzati e con più "pelo" sullo stomaco. Ma io credo che un plauso vada anche a coloro che, certamente meno dotati di mezzi, hanno comunque deciso di affrontare, nei limiti imposti dal buon senso, il mare grosso.
Sono usciti alla fine delle 6 ore di gare 8 pesci (e che peschi). Ha trionfato l'equipaggio composto da 3 generazioni di Ricci. Pensate: 4 pesci oltre 53 kg di peso. Che spettacolo! Certamente l'esperienza, la dotazione e un briciolo di coraggio in più sono stati il condimento di una prestazione enorme. Dico esperienza, perché vi invito a vedere su Youtube il loro canale. Per aver imbarcato quel popo di catture, devono aver sondato profondità lontane dalla costa. E vi garantisco che mare e vento non erano propriamente quelli di una calda e assolata spiaggia delle Maldive. Complimenti!

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